Parlamento Europeo
Discussioni - Intervento in Aula
Moretti Alessandra - (S&D)
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la pandemia del coronavirus è una tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche. Dopo molti anni di pace, progresso e benessere sociale, l'Europa sta vivendo un fenomeno nuovo e pericoloso, con conseguenze drammatiche. Il coronavirus non conosce confini, né classi sociali: colpisce miseria e nobiltà allo stesso modo e nessuno ne uscirà più forte degli altri, nessuno si salverà da solo.
Siamo in guerra e una guerra richiede una mobilitazione collettiva, ed è per questo che appare oggi urgente riformare l'Europa per farla diventare davvero "Stati Uniti d'Europa", secondo il disegno dei padri fondatori. Non possiamo più tollerare l'egoismo di alcuni; da questa crisi ne usciremo solo se uniti e solidali e se l'Europa sarà regista delle strategie da adottare. L'Italia è stato il primo Paese europeo ad affrontare l'emergenza e so che potete capire la mia emozione di parlare oggi in quest'Aula: parlare con orgoglio del mio Paese, che è diventato, suo malgrado, un modello per tutti gli altri Stati.
Lo dico con impresso nel cuore e nella mente il numero dei morti, che ogni giorno cresce. E allora non possiamo non ringraziare medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell'ordine e tutti i lavoratori delle filiere dei beni essenziali, che continuano a recarsi al lavoro; gli autotrasportatori, che provvedono alla consegna delle merci tra mille difficoltà e ostacoli. Questo maledetto virus ha evidenziato in tutta la sua forza la fragilità di un'Europa dei nazionalismi, dove tutti i governi, chi più chi meno, negli ultimi quarant'anni, hanno tagliato risorse ai settori strategici come la ricerca e la sanità, non sapendo oggi garantire la sicurezza dei medici in corsia. Un'Europa che non ha saputo realizzare un consorzio sulla ricerca sui vaccini.
Allora è adesso che dobbiamo fare tesoro degli errori compiuti. Mario Draghi, un grande italiano e un grande europeo, non a caso ieri, alla vigilia di questa giornata così importante, ha ammonito gli Stati europei con queste parole: "In questa crisi è necessario un cambio di mentalità, come ai tempi di guerra. Lo choc che stiamo affrontando non è ciclico, la perdita di reddito non è colpa di nessuno di coloro che ne soffre. Il costo dell'esitazione può essere irreversibile! Non esitate, Stati – ci dice Draghi – perché una crisi eccezionale richiede misure eccezionali e immediate, tante risorse e tanta liquidità da mobilitare, evitando ritardi burocratici. Perché è nostro dovere politico e morale salvare le imprese, il lavoro e le famiglie: questa deve essere la nostra ossessione, colleghi!
Non siate pavidi, non siate modesti governi nazionali, perché così facendo cadrete nel tranello dei sovranisti, che vogliono un' Europa debole, impaurita e non all'altezza di una sfida globale. Concludo, dicendo che questo è il tempo del coraggio, non della timidezza e dell'ipocrisia, per tutti i governi nazionali, per maggioranze e opposizioni: tutti, nessuno escluso!
Giovedì 26 marzo 2020
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